in groenlandia, Usa

Trump vuole la Groenlandia

Martedì Donald Trump Junior è arrivato in Groenlandia per una visita privata, dopo  che suo padre  ha ribadito il suo interesse ad assumere il controllo del territorio autonomo dell’Artico, impegnandosi a “rendere la Groenlandia di nuovo grande”.

La visita del figlio di Trump avviene sullo sfondo di crescenti tensioni tra Groenlandia e Danimarca, mentre l’amministrazione Trump si prepara a insediarsi.

Perchè Trump vuole la Groenlandia

Non è la prima volta che gli Usa cercano di acquistare la Groenlandia: nel 1867 il Segretario di Stato statunitense William Seward aveva espresso la volontà di acquistare la Groenlandia, anche Harry Truman nel 1946 e recentemente Donald Trump nel 2019 e poi con il suo secondo mandato.

“Per l’obiettivo della libertà e della sicurezza nazionale nel mondo, gli Stati Uniti considerano la proprietà e il controllo della Groenlandia una necessità imprescindibile” ha dichiarato Trump prima di Natale.

Durante la conferenza stampa a Mar-a-Lago, in Florida, Trump non ha escluso l’uso della forza militare per acquisire la Groenlandia e Panama.

“Abbiamo bisogno della Groenlandia per motivi di sicurezza nazionale” ha dichiarato Trump martedì in occasione della visita di suo figlio sull’isola.

Il primo ministro danese Mette Frederiksen, che ha respinto la prima proposta di Trump di acquistare la Groenlandia nel 2019, definendola “assurda”, ha ribadito martedì  che “la Groenlandia appartiene ai groenlandesi”.

La Groenlandia, che ha una popolazione di circa 60.000 abitanti, è stata una colonia danese fino a quando non è diventata autonoma con un proprio parlamento nel 1979. Rimane un territorio della Danimarca, con Copenaghen che esercita il controllo sulla sua politica estera e di difesa.

E’ un’isola strategica da un punto di vista geopolitico, soprattutto per Stati Uniti, Cina e Russia.

Lo scioglimento dei ghiacciai infatti sta aprendo nuove rotte marittime, facendola diventare  un centro nevralgico per i trasporti e i commerci tra Asia, Europa e continente Americano. Non a caso la Cina ha iniziato nuovi investimenti  per costruire aeroporti e stabilimenti minerari sull’isola, nell’ambito di un progetto che qualcuno ha ribattezzato “la via della seta artica”.

Lo scioglimento dei ghiacciai faciliterà la nascita di nuovi impianti minerari. Infatti, in  Groenlandia sono presenti enormi giacimenti petroliferi e terre rare, particolarmente importanti per gli Stati Uniti: si stima che nell’artico si trovino circa il 13% di giacimenti di petrolio ancora inesplorati del pianeta.

 

Immagine: Pixabay