in Medio Oriente

Siria, scontri tra le forze governative di Ahmed al-Sharaa e i gruppi di insorti alawiti

Il governo provvisorio siriano ha avviato una feroce repressione contro la rivolta nascente dei militanti legati al governo dell’ex presidente Bashar al-Assad, appartenenti alla minoranza alawita, una branca dell’Islam sciita.

L’esecutivo provvisorio l’ha definito “operazione di sicurezza mirata e precisa” per colpire chi “ha attaccato tutti i siriani”. L’obiettivo delle forze governative è  portare “tutte le armi nelle mani dello Stato”.

L’Osservatorio siriano per i diritti umani (Osdh) ha riferito che oltre 1000 persone sono state uccise nei  giorni di combattimenti nella regione costiera del Mediterraneo, si tratta di uno degli episodi di violenza più gravi degli ultimi anni.

“Dobbiamo preservare l’unità nazionale e la pace interna, possiamo vivere insieme”, ha affermato Sharaa, il presidente ad interim, mentre continuano gli scontri tra le forze legate ai nuovi governanti islamisti e i combattenti della setta alawita di Assad.

A trarre vantaggio dagli scontri è Israele, che avanza nel Golan e si dice disposto a un intervento armato a “protezione dei drusi”. Ma i drusi del Golan rispediscono a Israele la protezione offerta da Israele.

I drusi sulle alture del Golan sono circa 23 mila e costituiscono la minoranza delle minoranza. Si considerano siriani, ma quando Israele ha annesso il Golan è stato offerta la cittadinanza israeliana. La maggior parte ha rifiutato, dichiarando lealtà alla Siria.