in Usa

L’amministrazione Trump ha condiviso con un giornalista i piani di guerra contro gli Houthi su Signal

L’amministrazione Trump sta affrontando un putiferio politico dopo che Jeffrey Goldberg della rivista Atlantic ha riferito di essere stato aggiunto a un gruppo di messaggistica Signal, dove i funzionari della sicurezza nazionale degli Stati Uniti pianificavano un attacco militare nello Yemen.

Goldberg, caporedattore dell’Atlantic, ha dichiarato di aver visionato i piani militari contro i ribelli Houthi, tra cui pacchetti di armi, obiettivi e tempistiche, due ore prima che le bombe colpissero.

Nella chat c’erano in tutto 18 persone che ricoprono funzioni di alto livello come a JD Vance, Waltz, Pete Hegseth, Steve Witkoff.

Da queste chat sono emersi due punti importanti: l’incompetenza di questi alti funzionari americani e l’odio di questa amministrazione per l’Europa.

Incompetenza e sciatteria

Ci si chiede  perchè queste conversazioni si svolgessero al di fuori dei canali governativi sicuri, progettati per comunicazioni così sensibili, anzichè su un app di messaggistica  Signal usata da milioni di persone.

“Non riuscivo a credere ai miei occhi: i responsabili della sicurezza nazionale degli Stati Uniti stavano condividendo i piani di guerra su Signal” si legge nel report del giornalista che ha osservato come dalla pubblicazione sull’app dei piani all’inizio dell’attacco siano passati due ore.

Il fatto che un soggetto esterno (che potrebbe essere un avversario) possa essere invitato su una chat di messaggistica per sbaglio a conversazioni su temi sensibili che riguardano la difesa nazionale è molto pericoloso, perchè se queste informazioni venissero condivise in anticipo dagli avversari americani, potrebbero mettere a rischio vite umane e gli obiettivi della politica estera nazionale.

Fortunatamente per l’amministrazione Trump, il messaggio è stato osservato da un influente giornalista politico, Jeffrey Goldberg.

L’odio per l’Europa

Il vicepresidente J. Vance ha espresso alcuni dubbi sull’attacco militare, poichè  le navi mercantili europee avrebbero beneficiato dell’intervento e della protezione degli Stati Uniti.

Poi si è fatto convincere da uno dei più influenti consiglieri di Trump. «Se ritenete che dovremmo comunque farlo, allora andiamo. Però detesto l’idea di salvare gli europei ancora una volta» ha aggiunto Vance.

Successivamente è arrivata la replica di Hegseth a Vance: “Condivido in pieno la tua critica degli approfittatori europei. È PATETICO. Ma è anche vero che siamo gli unici sul pianeta (dalla nostra parte almeno) che possono fare questo.”

Miller, il confidente di Trump, ha  concluso la conversazione dicendo che il presidente era stato chiaro. “Luce verde, ma chiariremo presto all’Egitto e all’Europa cosa ci aspettiamo in cambio”.

L’ostilità del vicepresidente J. Vance verso l’Europa si era già manifestata durante la conferenza di Monaco, quando  lanciò un duro attacco ai governi europei, rimproverandoli di aver ignorato la volontà del loro popolo, annullato le elezioni, ignorato le libertà religiose e non aver agito per fermare l’immigrazione illegale.

“La minaccia che mi preoccupa di più nei confronti dell’Europa non è la Russia, non è la Cina, non è nessun altro attore esterno. Ciò di cui mi preoccupo è la minaccia interna. Il ritiro dell’Europa da alcuni dei suoi valori più fondamentali, valori condivisi con gli Stati Uniti d’America” disse Vance, lasciando il pubblico allibito.