Venerdì il vicepresidente americano J.D Vance e consorte sono giunti in Groenlandia, l’isola che vuole prendere Trump.
La visita di Vance era stata inizialmente pubblicizzata come un tour “culturale” dalla moglie di Vance, Usha, durante il quale avrebbe assistito a una gara di slitte trainate da cani, ma nel corso dei giorni la visita ha subito drastiche variazioni per motivi di sicurezza, e per le proteste programmate.
Vance e consorte hanno visitato solo la base spaziale di Pituffik, una struttura di difesa missilistica nella remota parte settentrionale dell’isola, a circa 930 miglia (1.500 km) dalla capitale, Nuuk.
Vance ha minimizzato le recenti minacce del presidente degli Stati Uniti Donald Trump di impossessarsi dell’isola con la forza.
“Riteniamo che saremo in grado di raggiungere un accordo, in stile Donald Trump, per garantire la sicurezza di questo territorio”, ha affermato Vance.
Ha esortato gli abitanti dell’isola a tagliare i legami con la Danimarca, accusata dallo stesso Vance di non aver investito abbastanza per proteggere il territorio dalle incursioni di Russia e Cina.
“Ci auguriamo che scelgano di collaborare con gli Stati Uniti, perché siamo l’unica nazione sulla Terra che rispetterà la loro sovranità e la loro sicurezza”, ha affermato, aggiungendo: “La loro sicurezza è in gran parte la nostra sicurezza”.
In una dichiarazione alla BBC, il primo ministro danese Mette Frederiksen ha contestato i commenti di Vance.
“Per molti anni siamo stati fianco a fianco con gli americani in situazioni molto difficili”, ha detto. “Pertanto, non è un modo corretto per il vicepresidente di riferirsi alla Danimarca”.
Trump ha insistito sul fatto che gli Stati Uniti hanno bisogno della Groenlandia per garantire “la pace nel mondo intero” e che le sue vie d’acqua sono attraversate da “navi cinesi e russe ovunque”.
“Abbiamo bisogno della Groenlandia, cosa estremamente importante, per la sicurezza internazionale”, ha affermato Trump.
Perchè Trump vuole la Groenlandia
Non è la prima volta che gli Usa cercano di acquistare la Groenlandia: nel 1867 il Segretario di Stato statunitense William Seward aveva espresso la volontà di acquistare la Groenlandia, anche Harry Truman nel 1946 e recentemente Donald Trump nel 2019 e poi con il suo secondo mandato.
La Groenlandia è un’isola strategica da un punto di vista geopolitico, soprattutto per Stati Uniti, Cina e Russia.
Lo scioglimento dei ghiacciai infatti sta aprendo nuove rotte marittime, facendola diventare un centro nevralgico per i trasporti e i commerci tra Asia, Europa e continente Americano.
La Russia punta ad affermare la sua centralità nell’artico rivendicando il controllo territoriale e cercando partnership strategiche con altre potenze globali, come la Cina.
La Cina ha iniziato nuovi investimenti per costruire aeroporti e stabilimenti minerari sull’isola, nell’ambito di un progetto che qualcuno ha ribattezzato “la via della seta artica”.
Lo scioglimento dei ghiacciai faciliterà la nascita di nuovi impianti minerari. Infatti, in Groenlandia sono presenti enormi giacimenti petroliferi e terre rare, particolarmente importanti per gli Stati Uniti: si stima che nell’artico si trovino circa il 13% di giacimenti di petrolio ancora inesplorati del pianeta.
Sotto la calotta artica si trovano abbondanti giacimenti di gas, ferro, oro e altre risorse minerarie. Per sfruttare queste “terre rare” è necessario trivellare, non caso è quello che intende fare Trump.