Martedì c’è stata la tanto attesa chiamata tra Trump e Putin, per cercare di mettere fine alla guerra in Ucraina.
La Russia ha accettato un cessate il fuoco si 30 giorno limitato alle infrastrutture energetiche, ma a determinate condizioni.
“I due leader hanno concordato un percorso verso la pace durevole, che inizierà con un cessate il fuoco limitato alle infrastrutture energetiche” si legge nel resoconto della Casa Bianca.
Inoltre, hanno concordato uno scambio russo-ucraino di 175 prigionieri di guerra da entrambe le parti e, “come gesto di buona volontà”, di un ulteriore rilascio di 23 militari ucraini “gravemente feriti”.
Trump e Putin hanno parlato di Medio Oriente “come regione di potenziale cooperazione per prevenire futuri conflitti. Hanno inoltre discusso della necessità di fermare la proliferazione di armi strategiche e si impegneranno con altri per garantire la più ampia applicazione possibile“ si legge nel resoconto della Casa Bianca.
Sull’Iran hanno condiviso l’opinione che non dovrebbe mai essere in grado di distruggere Israele.
Le condizioni del Cremlino sull’Ucraina
Il Cremlino ha “delineato una serie di punti significativi” che richiedono ulteriore considerazione, tra cui il “controllo effettivo” su qualsiasi cessate il fuoco lungo la linea del conflitto e la richiesta della Russia di fermare la mobilitazione degli ucraini e il riarmo delle sue forze armate insieme alla sua richiesta più ampia di “eliminare le cause profonde della crisi”.
Nella dichiarazione russa è stata aggiunta anche la “condizione chiave” di Mosca per impedire un’ulteriore escalation del conflitto, ovvero la richiesta di “cessare completamente” gli aiuti militari esteri e la condivisione di intelligence per l’Ucraina .
La dichiarazione afferma anche che Putin ha informato Trump dei piani per uno scambio russo-ucraino di 175 prigionieri di guerra da entrambe le parti e, “come gesto di buona volontà”, di un ulteriore rilascio di 23 militari ucraini “gravemente feriti”.
La reazione dei leader europei
Durante la conferenza stampa a Berlino con il presidente francese Emmanuel Macron , il cancelliere tedesco uscente Olaf Scholz ha affermato che, sebbene l’accordo per porre fine agli attacchi russi alle infrastrutture energetiche dell’Ucraina sia “un buon inizio” e un primo passo importante, “non può esserci un accordo senza l’Ucraina”.
Anche Downing Street ha accolto con favore “i progressi compiuti dal presidente Trump verso un cessate il fuoco” in seguito alla sua chiamata con Vladimir Putin, ma ha insistito sul fatto che i negoziati devono portare a una “pace giusta e duratura per l’Ucraina”.